ELEZIONI COMUNALI
12 GIUGNO 2022

PROGRAMMA ELETTORALE

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  10     Spezia bonificata, città della restituzione  

Dalla città più devastata d’Italia, con i bombardamenti del 1943, a quella più rinnovata: è questa la scommessa che siamo sicuri di vincere. Una città che sia accogliente per chi sceglierà di lavorare da casa – qui, nel nuovo futuro del lavoro digitale. Una città bonificata dove, a piedi, o in bicicletta, si possa andare dal Muggiano a Marola, seguendo la linea della costa. Una direttrice lungo la quale sviluppare una nuova idea di territorio e dove possano insediarsi nuove attività; una città a misura di micro e macro imprese.

 

In concreto

 

  • Spezia bonificata: dei 7 “siti orfani” della Liguria, ambientalmente compromessi, 5 sono alla Spezia:
    • – per l’ex-area IP, bonificata all’80%, si procederà all’acquisizione dell’area entro due anni dall’insediamento, per la creazione di un bosco urbano che sia ulteriore polmone verde della città, contro la speculazione edilizia
    • – Bonifica delle cave del Ponente, per valorizzazione storica e restituzione alla cittadinanza
  • Negoziazione con Marina e Governo dal primo giorno di insediamento per definire un nuovo patto tra città e Marina Militare definendo gli spazi e le strutture ancora necessarie e liberare gli altri per uso urbano, produttivo e turistico principalmente mirati a:
    • – Creazione di spazi di coworking che incentivino l’imprenditorialità locale e richiamino talenti da fuori con servizi di supporto (asili, convenzioni per buoni pasto) per chi sceglierà di stabilirsi qui nel suo lavoro digitale da remoto
    • – Creazione di acceleratori e incubatori di imprese verticali sulla blue economy, di concerto con l’Università e il DLTM
  • Recupero di aree accessibili e libere per la balneazione dentro il perimetro del Comune     
  • Area Ex-Enel: Insediamento di start up dedicate alla produzione di impianti per la generazione di energia pulita, scuole di formazione in collaborazione con Enel ed enti formatori, e sviluppo di infrastrutture energetiche sempre più efficienti, digitalizzate, resilienti e green, che verranno progettate di qui ai prossimi anni che vedranno crescere la domanda di nuove professionalità in grado di collaborare al raggiungimento degli obiettivi della transizione energetica.
  • Creazione di Distretti Urbani del Commercio, capaci di elaborare strategie integrate con gli altri settori economici e culturali, sperimentando lo strumento dei patti d’area per il recupero dei fondi sfitti anche per il rilancio di quartieri, redigendo un Piano del Commercio capace di favorire il rilancio del settore
  • Restituzione alla città dell’intera area di Calata Paita: le aree interessate vanno rapidamente sdemanializzate e trasferite nella disponibilità della città senza edificazioni che rispondano esclusivamente a logiche private, a terra e in mare, che ne pregiudichino il libero futuro utilizzo. A questo proposito, occorre tenere presente che, nonostante la via già intrapresa dalla Amministrazione uscente, è necessario studiare tutte le soluzioni possibili per modificare l’attuale impostazione data al waterfront, ripensandolo, per quanto possibile, per sviluppo e funzioni, immaginando che vada da via San Cipriano alla porta dell’Arsenale di piazza Chiodo, più simile al primo progetto Llavador senza insediamenti residenziali.
  • Implementazione di dispositivi normativi che favoriscano il consumo di suolo 0.